L’autunno sul Lago di Como ha un sapore preciso. È quello della polenta che torna sulle tavole, dei formaggi d’alpeggio, dei funghi raccolti nei boschi, delle castagne e di una cucina che, con le prime giornate fresche, diventa più intensa e conviviale.
Ma scoprire la gastronomia lariana significa anche andare oltre il ristorante: entrare in un mercato, cercare un piccolo produttore, fermarsi in un rifugio o assaggiare un prodotto che racconta la montagna a pochi chilometri dal lago.
Ecco 10 esperienze da provare in autunno.
1. Assaggiare la polenta uncia
È uno dei piatti simbolo della cucina comasca: polenta, burro, formaggio e aglio, in una preparazione ricca che appartiene alla tradizione delle montagne del Lario. L’autunno è sicuramente la stagione giusta per scoprirla, magari dopo una giornata trascorsa all’aperto.
2. Scoprire i formaggi delle montagne lariane
Basta allontanarsi di pochi chilometri dall’acqua per incontrare pascoli, alpeggi e piccoli produttori. Tra i prodotti da cercare ci sono formaggi vaccini e caprini, taleggi, formaggi d’alpeggio e produzioni locali che cambiano da valle a valle.
Un tagliere accompagnato da miele o confetture può diventare una piccola introduzione alla parte più montana del territorio.
3. Cercare i sapori del bosco
Funghi e castagne sono tra i protagonisti naturali della stagione. In autunno entrano nei menu di trattorie e ristoranti, ma sono anche un ottimo pretesto per esplorare le località più alte della sponda orientale.
L’importante, per chi pensa alla raccolta in autonomia, è sempre informarsi sulle normative e sui permessi previsti localmente.
4. Provare il pesce di lago
Missoltini, lavarello, persico: il pesce racconta una parte importante della tradizione gastronomica lariana.
Non è necessario cercare soltanto le ricette più tradizionali. Oggi molti chef lavorano sul pesce d’acqua dolce con tecniche e abbinamenti contemporanei, offrendo una lettura nuova di ingredienti profondamente legati al territorio.
5. Fare una sosta al mercato
Uno dei modi più semplici per capire un territorio è osservare cosa arriva sui suoi banchi. Mercati e botteghe permettono di incontrare prodotti stagionali, formaggi, salumi, miele e specialità locali e di portare a casa qualcosa che non sia il classico souvenir.
6. Pranzare in montagna senza allontanarsi dal lago
Una caratteristica particolare della sponda orientale è la rapidità con cui cambia il paesaggio. Dal lungolago si può salire verso Piani Resinelli, Valsassina o Monte Barro e ritrovarsi in un ambiente completamente montano.
Un pranzo in rifugio o in una trattoria di montagna, magari dopo una passeggiata, è una delle esperienze che meglio raccontano questa doppia anima del territorio.
7. Scoprire la cucina lariana in versione contemporanea
La tradizione non deve necessariamente rimanere immutata. Al Lisander Restaurant di Malgrate, lo chef Roberto Pirelli porta nella propria cucina contemporanea il dialogo tra le sue origini siciliane e la Lombardia, lavorando sulla stagionalità e sulla materia prima.
Un modo diverso per inserire i prodotti e le suggestioni del territorio all’interno di un’esperienza gastronomica più ricercata.
8. Concedersi un pranzo sul lungolago anche in autunno
Le giornate limpide di settembre e ottobre possono ancora regalare temperature piacevoli. Quando il tempo lo permette, vale quindi la pena approfittarne per un pranzo o un aperitivo vicino all’acqua.
Sul lungolago di Malgrate, Da Giovannino Bistrot permette di abbinare la cucina a una delle prospettive più belle su Lecco e sulle montagne.
9. Fare dell’aperitivo una tappa gastronomica
L’esperienza a tavola non comincia necessariamente con la cena. Un cocktail ben preparato, accompagnato da qualche assaggio, può diventare il momento che separa una giornata trascorsa sul territorio dalla serata.
People Cocktail Bar & Café, a Malgrate, è una delle tappe da inserire in un weekend dedicato anche ai piaceri della tavola.
10. Portare a casa un sapore del Lago di Como
Prima di ripartire, vale la pena cercare qualcosa che continui a raccontare il viaggio anche una volta tornati a casa: un formaggio locale, miele, una confettura artigianale, prodotti a base di castagne o altre specialità trovate durante il soggiorno.
Perché conoscere un territorio attraverso la sua cucina significa anche scoprire cosa produce, chi lo produce e le tradizioni che continuano a vivere dietro ogni ingrediente.





